
Della cantante verranno raccontati l’infanzia, le ristrettezze economiche, la fame, gli abusi, le arbitrarie detenzioni... poi gli esordi, il successo, le collaborazioni con i grandi pionieri del jazz, le prime jam session, i primi dischi, i primi guadagni, l’esaltazione di avercela fatta, di essersi affrancata da una vita che sembrava segnata, le risate, le notti insonni su sgangherati torpedoni per infinite tournée, le amicizie sincere (primo tra tutti Lester Young) ma poi...
La nascita di “Strange Fruit”, il ritrovarsi proprio malgrado investita del ruolo di “pioniera nella lotta per i diritti civili degli afroamericani”, pesante da portare anche per chi non ha sulle spalle già tanta solitudine e disperazione, perseguitata da coloro che volevano spegnere la sua voce perché pericolosamente rivoluzionaria e per alcuni persino “psicologicamente disturbante”. E allora la determinazione di chi non accetta di stare in silenzio di chi riconosce nella propria posizione privilegiata la possibilità di riscattare i tanti che non hanno voce, la lotta all'apartheid, la persecuzione politica, gli agguati della polizia sotto gli hotel, la costante fame di amore delusa da una lunga sequela di amori sbagliati, di uomini che hanno visto nella sua fragilità un’occasione, la rabbia (spesso anche fisica), la costante ricerca di autenticità, la grande generosità, la ricerca di affetti sinceri, il rifugio nelle droghe per non sentire l’assordante solitudine, e la solitudine come unica costante presenza di tutta la sua vita. Su Billie Holiday è stato scritto moltissimo, su di lei sono stati fatti film, scritti libri, poesie, canzoni...